Chi fuma la pipa compie tutta una serie di
gesti che non sono richiesti ai semplici fumatori di sigarette. Si
tratta per i primi di un vero e proprio rituale che permette loro di
offrire all'interlocutore un'immagine di sé quali persone calme,
pazienti, meticolose, riflessive, perfino sagge. In realtà colui che
fuma la pipa approfitta del lungo rituale dell'accensione per guadagnare
tempo! Tempo che gli è necessario per riflettere e quindi preparare le
sue risposte. Sono sempre più numerose le persone che utilizzano la pipa
quale strumento, come se si trattasse di un prolungamento della mano. Si
può brandire la pipa dirigendola verso l'interlocutore nel momento in
cui si intende dare più forza a un ragionamento; si può utilizzare la
pipa per indicare un oggetto lontano; se poi il fumatore si strofina la
guancia con la mano che regge la pipe accentuerà in tal modo la propria
espressione dubitativa. Quando si tiene la pipa fra i denti risulta
ovviamente difficile parlare, si tratta quindi di un ulteriore trucco
per prendere tempo e riflettere meglio. Certi fumatori di pipa sanno
giocare bene con questo accessorio tanto che esso diventa uno strumento
di comunicazione, una vera e propria appendice del corpo.
In base alle osservazioni cui sono stati sottoposti gli adepti della
pipa e quelli delle sigarette, sembrerebbe persino che queste due
categorie di persone siano caratterizzate da due tipi diversi di
intelligenza. I primi sarebbero dunque dotati di un intelligenza
astratta, vale a dire di una capacità di vedere il proprio pensiero
proiettato nel tempo e nello spazio, mentre i secondi avrebbero
un'intelligenza concreta, sentirebbero cioè il desiderio costante di
ricollegare il proprio pensiero a situazioni reali per attribuirgli
concretezza. Questa particolarità non può che contraddistinguere
personalità diverse. I fumatori di pipa sono abili nel coinvolgere e
affascinare l'interlocutore ancor prima di avere esposto per esteso le
loro idee mentre i secondi si soffermano a lungo su minuziose
spiegazioni prima di passare al punto seguente della loro esposizione.
Fumatori
di tutti i tempi
"L'ultima sigaretta". L'estremo desiderio
del condannato a morte; un gesto che abbiamo visto ripetere centinaia di
volte al cinema e in televisione. Un gesto che nella sua semplicità
raccoglieva di volta in volta il godimento della raccolta in pochi
istanti di tutta una vita, il piacere di assaporare un ricordo avvolto
nel fumo, la sensazione di pace interiore prima della morte del corpo.
Il fumo ha accomunato in vita personaggi noti in tutti i settori della
cultura, dell'arte della storia.
Tra i condottieri, Pietro il Grande e Federico il Grande, primo
collezionista di scatole da tabacco. E poi Napoleone, la cui tabacchiera
era la fida compagna sui campi di battaglia.
Napoleone III e Guglielmo II non disdegnavano la sigaretta. Stalin
invece preferiva la pipa, Churchill non si mostrava mai in pubblico
senza l'adorato sigaro. Mao era così dipendente dalla sigaretta che dopo
la Lunga Marcia, coltivò personalmente il tabacco. "Fumare tutto il
giorno e non fare moto" era la ricetta di Joseph Chamberlain per aver
successo in politica.
Il concetto che la riflessione sarebbe impossibile senza l'aiuto di uno
stimolante artificiale quale il tabacco, ha preso talmente l'umanità che
non ci sogneremmo di leggere un'avventura di Sherlock Holmes dove egli
non fumasse in modo talmente assiduo da far uscire dalle pagine del
libro l'odore stesso del tabacco.
E cosa dire del mondo dello spettacolo? Oscar Wilde, Hemingway, Charlie
Chaplin (solo in tarda età diventò un convinto non fumatore a causa dei
danni che il tabacco poteva arrecare).
Chi non ricorda nel film "Casablanca", Humphrey Bogart con l'eterna
sigaretta tra le labbra noncuranti? Ed il commissario Maigret, sempre
occupato a pulire ed a ricaricare la pipa?
L'eccesso nell'uso del tabacco fu la causa del cancro alla bocca che
condusse alla tomba Freud. Darwin imparò a fumare dai gauchos quando
cavalcava con loro nelle pampas; dopo un mese di astinenza confessò di
sentirsi "estremamente letargico, ottuso e malinconico".
E tra i musicisti famosa era la pipa di Händel mentre Bach ha dedicato
al fumo persino un poema. Mozart non abbandonava mai la scatola del
tabacco da fiuto ma detestava gli ambienti impregnati di fumo. Beethoven
prediligeva la pipa, mentre Wagner, impegnato a suonare il piano per
alcuni amici, avendo terminato il tabacco da fiuto, esclamò: "Niente più
tabacco, niente più musica".
(TORNA A CAPO
DELLA PAGINA)
Le pipe possono essere fatte in un gran
numero di materiali; ma parlando di pipe pensiamo anzitutto alle pipe
realizzate in legno, terracotta o in schiuma.
Le pipe in radica

La radica e il materiale classico per le pipe in legno. Si usano le
parti bulbose o le radici del l'erica arborea.
Tale arbusto, che può raggiungere un'altezza sino a quattro metri,
cresce soltanto nelle regioni mediterranee, quali Sardegna, Corsica,
Calabria, Sicilia, Grecia, Tunisia, Algeria e Marocco.
Nonostante i molti tentativi in materia non si è mai riusciti a
coltivarla domesticamente; la pianta è "testarda" e non cresce altro che
selvatica.
Le più belle e le più pregiate pipe in radica hanno una nervatura
parallela e regolare partendo dal fondo verso l'orlo. Tali pipe, dette
"fiammate", sono molto esclusive.
Sono rare anche l' "occhio di pernice" caratterizzate da nervature ovali
disposte trasversalmente. Comunque il disegno della nervatura determina
solo in parte la qualità di una pipa.
Vantaggi e svantaggi
La radica è un Legno durissimo ed estremamente resistente cd
calore, grazie ad un'alta percentuale di acido silicico. E' leggera,
respira, e per la pipa è un materiale meravigliosamente "vivo". Uno
svantaggio è che il legno non è di sapore neutro; nella maggior parte
dei casi però, ciò dà al tabacco un aroma tutto particolare, per niente
sgradevole.
Le pipe di
schiuma (di mare).

Perle pipe di schiuma viene utilizzato il
silicato idrato di magnesio, che si trova in giacimenti in Asia Minore
(Turchia) e in Tanzania. I blocchi di schiuma originari della Turchia
sono di color bianco candido e molto leggeri, quella proveniente dalla
Tanzania è un po' più pesante, di struttura più grossa e di minor
purezza.
Accanto alle predette due qualità si trovano in commercio prodotti
ottenuti con cascami di schiuma ridotti in polvere e poi impastati. Di
qualità nettamente inferiore, per il non conoscitore e difficile
distinguerli dalla schiuma pura. Risultano più pesanti e meno lucidi.
Vantaggi e svantaggi
Le pipe di schiuma non richiedono rodaggio.
Sono leggere e, per la porosità del materiale con cui sono fatte,
assicurano una fumata fresca e leggera. Vi sono dei fumatori che le
prediligono per la caratteristica di colorarsi man mano con un
imbrunimento progressivo, considerato affascinante e da ottenere con
cura particolare. Sono molto fragili e costose. L apipa calda può
spaccarsi per il gelo o se viene appoggiata su una superficie fredda.
Le pipe di
terracotta,

Fumare la tradizionale pipa di terracotta è
diventato raro. Benché siano gradevoli a vedersi e brucino molto bene,
non vengono quasi più prodotte. Sono estremamente fragili e non durano
molto in quanto la terracotta tende a saturarsi di condensati.
Attualmente, anche se non molto diffuse, si usano pipe di terracotta
fusa. Ve ne sono due tipi: a parete semplice e a parete doppia. La
seconda è la più popolare e brucia ottimamente. Loro caratteristica è il
vuoto tra le pareti del fornello e quello esterno. Quando la si fuma, il
fumo e la condensa del tabacco si raccolgono nello spazio esistente fra
le due pareti, dove l'umidità viene assorbita ed il fumo si rapprende.
Vantaggi e
svantaggi
Le pipe di terracotta assicurano una fumata
asciutta e leggera, assorbendo l'umidità, sono fragilissime e si
riscaldano durante il fumo.
Le finiture
Una pipa, quale ci appare nel suo assetto
finale, può essere
· naturale
· verniciata
· sabbiata
· rusticata
Mentre i primi due termini si spiegano da
soli (naturale è la pipe soggetta a una semplice pulitura e trattata con
olio speciale o con cera carnauba; verniciata è la pipe cui viene data
una colorazione), i termini sabbiata e rusticata necessitano di una
spiegazione, anche perché sono spesso confusi tra loro.
La pipa
rusticata o zigrinata è raramente una pipa di pregio, anche se
perfettamente funzionante e magari gradevole. La sua rugosità si ottiene
usando piccole frese che, scalfendo irregolarmente la superficie del
legno, confondono i difetti più o meno vistosi e consentono di
utilizzare le teste che altrimenti sarebbero da eliminare. Per questo
motivo può essere messa in commercio a prezzi abbastanza modesti.
La pipa
sabbiata è invece quella sottoposta a un fortissimo getto di
sabbia finissima, che rivela in sottili costure le vene orizzontali e
verticali già esistenti nel legno, dando alla pipa una rugosità che
rispecchia esattamente la vena naturale. La vena tenera del legno è
erosa dalla sabbia, mentre la parte dura emerge, conferendo leggerezza
alla pipa e una maggior facilità al "raffreddamento", poiché la rugosità
ne moltiplica la superficie esterna. Non è quindi vero, come spesso si
dice, che si sabbiano le pipe difettate, allo scopo di mascherare con la
sabbia alcune cavità che renderebbero il fornello inutilizzabile, così
come non è vero che si possono sabbiare pipe assolutamente lisce,
ottenute dalla parte meno pregiata del ciocco, cioè il ramo, poiché la
sabbiatura non potrebbe mettere in risalto una venatura che non esiste,
ma ne deformerebbe anzi la superficie.
Le stuccature
La radica è un legno, e come tutti i legni
può aver dei difetti più o meno vistosi, che vanno da nodi a piccole a "camolature",
o punti neri. Questo spiega perché i pezzi assolutamente perfetti sono
molto rari e molto costosi. Quando si sia accertato che tali difetti
sono puramente estetici e non incidono sulla qualità della pipa, si
procede alla stuccatura. Operai, ma più frequentemente operaie, con
abilità da miniaturisti, provvedono a otturare i microscopici forellini
con un impasto di mastice e polvere di radica, rendendo così omogenea la
superficie. Il venditore intelligente e onesto non tacerà la presenza di
queste stuccature (visibili peraltro con una lente se non coperte da
strati di vernice), ma chiarirà al cliente inesperto che esse non hanno
alcuna influenza sulla buona resa della pipa, mentre gli consentono di
effettuare l'acquisto a un prezzo molto minore. Generalmente, durante
l'uso, la pipa stuccata non presenta alcun inconveniente. Può accadere,
ma raramente, che dopo un uso prolungato la stuccatura cada, mettendo a
nudo il forellino. Ma anche in questo caso sarà l'estetica a soffrirne,
mai il funzionamento: se la pipa è di buona radica, ben stagionata,
rimarrà sempre una buona pipa e potrà facilmente essere stuccata di
nuovo. Più grave invece se lo stucco nasconde un buco "passante", cioè
se la radica del fornello è forata da parte a parte. Ma i fabbricanti
seri questi fornelli li buttano via.
(TORNA A CAPO
DELLA PAGINA)
Pipa
: Il Tabacco

Il tabacco appartiene ad un genere molto
vario, alla famiglia delle Solanacee, di cui tra l'altro fanno parte
anche il pomodoro ed il peperone. La denominazione ufficiale del tabacco
è "Nicotiana tabacum",
Il tabacco è una pianta a ciclo annuo e
cresce di preferenza nei climi caldi e tropicali, soprattutto nelle zone
tropicali e sub-tropicali. Ma viene coltivato anche nelle zone temperate
della Polonia, della Francia e del Canada. Si può affermare che non
esiste nazione ove non venga coltivato.
E' una cultura che richiede molte cure e attenzione se si vuol produrre
foglie sane e di qualità superiore. Solo le foglie migliori vengono
selezionate per la produzione dei trinciati da pipa.
Il tipo di seme utilizzato, la qualità del
terreno, il clima della zona di coltivazione e della regione di origine
del tabacco, il modo in cui le foglie vengono essiccate: tutto
contribuisce a determinare il pregio, l'aroma e la qualità del tabacco.
Le centinaia di specie coltivate in tutto il mondo, ognuna con
caratteristiche diverse, possono essere raggruppate in quattro famiglie
principali: Virginia, Kentucky; Burley ed Orientali.
Una volta tali aggettivi si riferivano ai paesi di origine. Oggi i vari
Virginia, Burley, Kentucky ed Orientali non vengono più coltivati
esclusivamente in quelle regioni, ma sono diffusi in tutto il mondo.
Così il Virginia non proviene più esclusivamente dallo Stato della
Virginia negli Stati Uniti, ma dal Malawi, dallo Zimbabwe, etc. Il
Kentuckv non viene coltivato esclusivamente nello Stato omonimo, ma in
numerosi paesi africani ed europei.
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Virginia

I tabacchi Virginia, definiti dagli
specialisti "flue-cured", vengono essiccati
in capannoni chiusi con correnti di aria
calda prodotte da un sistema di
riscaldamento centralizzato.
Le foglie Virginia, generalmente di
bell'aspetto e di colore giallo paglierino,
hanno un profumo non molto marcato e
bruciano lentamente.
Kentucky

I tabacchi Kentuckv, o"fire-cured",
vengono essiccati sulla brace di legna. Di
colore brunito, sono caratterizzati da un
aroma "affumicato" molto particolare.
Bruciano lentamente ed hanno un gusto pieno
e rotondo.
Burley

I tabacchi "Burlev" o "air-cured"
vengono appesi per parecchie settimane in
capannoni esposti all'aria aperta. Il loro
colore copre varie tonalità del marrone fino
al testa di moro.
Bruciano piuttosto rapidamente e sono
caratterizzate da un aroma di cioccolato,
che viene spesso evidenziato con un
procedimento definito toasting, durante il
quale il tabacco viene riscaldato. I
tabacchi Burlev assorbono facilmente gli
aromatizzanti.
Orientali
I tabacchi orientali o "sun-cured'' vengono
essiccati al sole all'aperto. Per loro
natura hanno un aroma molto forte,
caratteristica questa che si riscontra anche
nel sapore spiccatamente esotico.
Per queste loro peculiarità vengono
utilizzati nelle miscele solo in piccole
quantità, il che è sufficiente a far loro
acquisire un gusto sorprendente e
delizioso).
Hanno un colore giallo verdastro e bruciano
lentamente, essendo le foglie un po' più
spesse che in altre varietà di tabacco.
Quanto più alti
ci si trova nella pianta tanto più solida è
la foglia, tanto più lenta la infiammabilità
e tanto più forte il sapore.
Così le "primings" (foglie basilari) per
esempio si usano di più per i tipi "baai"
che bruciano veloci e per i "mixtures"
(miscele) si impiegano più le foglie
mediane. Le "mixtures" bruciano un po' più
lente. E' il compito del miscelatore trovare
una combinazione che darà una bella miscela
gustosa equilibrata.
Importanza del posto di origine della foglia
di tabacco sulla pianta.
Le foglie di tabacco hanno in
generale la caratteristica di aumentare di
consistenza man mano che si procede dal
basso della pianta verso l'alto: per cui più
in alto è posta la foglia e più è spessa,
più marcato il suo sapore e più lenta la sua
combustione.
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I tabacchi più usati per i trinciati da pipa
Burlev
Tabaccò di gusto neutro, si mescola
bene con ogni altro, assorbe facilmente
additivi e aromatizzanti, nelle miscele
esercita azione equilibratrice. Curato ad
aria, è blando nel carattere ma pieno nel
corpo, brucia bene e lentamente. Il tipo
White, oggi il più diffuso, è più leggero e
dolce. La qualità migliore ha colore oro
ramato.
Kentucky

E' sostanzialmente un Burley curato a fuoco
diretto, quindi più scuro. Non molto
pregiato, nelle miscele serve a dare corpo e
robustezza. Quello coltivato in ltalia e
opportunamente fermentato è la materia prima
del Toscano.
Marvland
Poco usato nei trinciati. Curato
all'aria ha colore giallo-ocra chiaro, gusto
caratteristico ma discreto, sapore neutro e
leggero, eccellenti qualità di combustione.
Orientali o
Turchi o Levantini

Molti i tipi, sono impiegati nelle
miscele in proporzioni raramente superiori
al venti per cento come aromatizzanti
naturali. Si associano bene con i Virginia.
Tra i tipi più pregiati:
Xanthi, Smirne (lzmir), Mahalia, Samsum (Maaden),
Giubek (speziato). Sono curati al sole.
Virginia

Il più famoso e il più usato,
coltivato un po' dovunque. Ha tasso elevato
di zucchero e di oli essenziali che gli
conferiscono sapore zuccherino e notevole
profumo. E' "flue cured" (cioè essiccato con
riscaldamento per mezzo di tubazioni),
fermenta in botti e ha stagionatura di
due-tre anni. Considerato "dolce" può essere
piccante e attaccare in gola. Oggi si usa
soprattutto il Virginia Bright, color giallo
limone.
Latakia

Si coltiva in Siria e a Cipro. Curato
con il fumo di piante ed erbe aromatiche,
acquista un colore quasi nero, aspetto
untuoso. Infumabile da solo, è il tipico
condimento usabile fino a un massimo del 15
per cento. Ora però che la qualità generale
è scaduta le percentuali possono essere
aumentate.
Perique

Altro tabacco-condimento, preparato
esclusivamente in Louisiana con
caratteristico procedimento di
fermentazione. Tipico sapore speziato. Si
usa nelle miscele in proporzioni dal 5 al 20
per cento.
Tabacchi di tipo
inglese
Se ne producono anche fuori del Regno Unito,
United Kingdom. Quelli originali godono di
grande reputazione. Non sono "facili", nel
senso che costituiscono un punto d'arrivo,
vogliono un palato esercitato. Questo non
significa che siano più "forti". Sono in
genere privi di sostanze aromatizzanti o ne
hanno modeste quantità. La base della
mixture inglese classica è formata da
Virginia di vari gradi e con diverse
maturazioni, con l'aggiunta di Orientali; il
condimento è dato dal Latakia (più raramente
dal Perique). Diffusi, per il consumo
interno, i tipi flake. Si possono assimilare
agli inglesi i trinciati scozzesi e
Irlandesi.
Cavendish

Non è un tipo di tabacco, ma un
procedimento di lavorazione, basato su
pressione e calore. E' adottato con modalità
diverse da produttori di vari paesi, specie
olandesi e inglesi. I trinciati
riconducibili a questo gruppo sono leggeri,
abboccati, morbidi, molto adatti a chi
comincia e a chi si converte dalla sigaretta
alla pipa (e fa bene).
Tabacchi di
tipo olandese
I più diffusi nel mondo. Molto
elaborati, i più tipici sono anche
sensibilmente aromatizzati. Leggeri, adatti
per principianti (consigliabili i meno
profumati), fumabili tutto il giorno. Oltre
ai tabacchi già ricordati, molto usato in
queste miscele il Giava, tabacco orientale
dolce, saporito e leggero; ma anche foglie
africane e brasiliane. Assimilabili agli
olandesi (ma in Olanda si fa di tutto e si
lavora molto anche "per conto") i trinciati
danesi, bene affermati, e quelli tedeschi.
Tabacchi di
tipo americano
Miscele
a base di Virginia e Burley, notevolmente
aromatizzate generose e dolci, di taglio
piuttosto grosso, con larga diffusione del
granulare.
Tabacchi di
tipo naturale
Tipici i trinciati francesi. Uso di tabacchi
scuri, nessuna aromatizzazione, in qualche
caso torrefazione spinta. |
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Glossario del tabacco
I parametri fondamentali nella degustazione
sono il gusto e l'aroma del tabacco in particolare l'aroma è percepito
soprattutto attraverso l'olfatto e perciò viene avvertito più dagli
altri che dal pipatore, per il quale la saturazione del senso è molto
veloce. Mentre il gusto è la fonte principale del giudizio, l'aroma vi
contribuisce solo in parte.
Il GUSTO (l'AROMA) può essere:
pieno: quando un intervallo di gusto è investito in maniera
decisa;
ampio: quando l'intervallo investito è largo;
leggero: quando è scarso ma non per questo indeciso;
aggressivo: quando aggredisce i sensi;
fresco: ne è il contrario;
pregnante: quando tende a saturare i sensi;
pulito: quando ha caratteristiche decise e ben definite;
fragrante: quando stuzzica i sensi senza saturare.
rotondo (o armonico): quando i componenti del tabacco si fondono
gradevolmente e non si avverte separazione fra gusto e corpo;
ruvido (o
spigoloso): ne è il contrario;
liquoroso: quando richiama quella scorrevolezza tipica dei vini
del Sud o de liquori a bassa gradazione;
robusto: quando alla caratteristica "pieno" si accompagni una
forza "full".
Inoltre, con ovvio significato, il gusto può rivelarsi: dolce,
piccante, speziato, pepato, asprigno, amarognolo, acidulo, fruttato,
salino, ed altro.
La FORZA discrimina i momenti della giornata adatti ad un
particolare tabacco è riconducibile agli effetti del fumo sullo stomaco
e sul cervello; si divide in mild, medium e full, con tutte le
possibilità comprese. Per esempio, intenderemo con mild-mediurn una
forza che è più mild che medium, oppure con full-medium una forza che
tende più al full che al medium, e così via. Le possibili gradazioni
sono perciò sette.
Abbiamo preferito dare questa definizione di forza benché contrasti
molto spesso con quella data dai produttori ai propri tabacchi per
eliminare gli interrogativi e le contraddizioni che nascono dagli
aggettivi che si trovano impressi sulle scatole. Si sa che spesso "mild"
indica dolce o che "full" indica ricco di gusto oppure che "medium" vuol
dire regolare, con caratteristiche medie.
Il CORPO indica il carattere del tabacco: è quel componente del
fumo che "sostiene" il gusto e di solito tanto più appagante risulta
essere la fumata quanto più è elevato
Il tabacco può essere:
unto: quando è visibile o rilevabile la presenza di sostanze
oleose;
grasso: quando permette una veloce incrostazione della pipa;
sporco: quando lascia depositi catramosi in rilevanza.
Il RETROGUSTO è il gusto che si avverte a volte alla fine di una
boccata espirata e molto spesso alla fine della pipata; è descritto
dagli stessi aggettivi che caratterizzano il gusto.
Il GRADO DI
UMIDITA' è un parametro che ha carattere soggettivo. Ha
importanza la sua variazione nel tempo, dipendente anche dal metodo di
conservazione. Daremo perciò un nostro giudizio sull'umidità del tabacco
appena aperta la scatola.
Infine il PROFUMO è l'odore che il tabacco sprigiona quando si
apre la confezione.
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