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STORIA
Il
Sigaro Toscano nacque casualmente a Firenze nel 1815 in seguito
ad un violento acquazzone estivo che inzuppò una partita di tabacco
Kentucky che poi, a causa del caldo, subì una fermentazione ammoniacale.
Il Direttore della fabbrica, per non buttare via questo tabacco "andato
a male", pensò di utilizzarlo come ripieno per sigari da vendere a
pochissimo prezzo. L'accoglienza per questo "sigaraccio puzzolente" fu
calorosissima al punto che divenne produzione industriale.
Inizio produzione industriale: 1818 nella Manifattura di Sant'Orsola di
FirenzeProduzione Manifattura Tabacchi di Lucca: verso la metà del 1848
IL TABACCO KENTUCKY
E' un tabacco derivato, per ibridazione e selezione, dal tipo
flue-cured nordamericano. E' un tabacco scuro appartenente alla classe
dei fire-cured, i tabacchi curati a fuoco diretto, da legni speciali il
cui fumo penetra lentamente nelle cellule delle foglie del tabacco,
conferendo uno specifico aroma al tabacco curato le cui foglie assumono
un colore dal marrone al marrone scuro, fino al nero.
La varietà Kentucky, inizialmente utilizzata come prodotto da mastico e
successivamente nelle sigarette "forti", viene coltivata negli Stati
Uniti (Kentucky, Virginia, Tennessee) e nel Messico, in molti Stati
dell'Africa (Malawi, Tanzania, Kenya, Zaire, Sierra Leone, Mali), in
Europa (Polonia, Italia). I tabacchi fire-cured costituiscono circa l'1%
dei tabacchi prodotti nel mondo.
In Italia il tabacco Kentucky è una delle varietà americane di più
antica introduzione. Venne dapprima importato agli inizi del 1800 dagli
Stati Uniti, per il confezionamento del
sigaro Toscano, successivamente fu iniziata la sua coltivazione
a titolo sperimentale a partire dal 1850. Le ibridazioni con alcune
varietà locali e gli adattamenti all'ambiente hanno portato alla
costituzione di un tabacco Kentucky molto ben caratterizzato.
CARATTERISTICHE
Il Kentucky è una pianta di grande sviluppo, alta fino a 2
metri, a fusto vigoroso e internodi brevi, con 18-20 ampie foglie,
lanceolate, di colore verde scuro.
In normali condizioni di coltivazione, il Kentucky è una pianta
rigogliosa, di forma cilindrica o conica, alta in media tra 180 e 200
cm, con 24-28 foglie utili. Le foglie sono ovate alla base della pianta,
lanceolate in cima, di colore verde carico. Le foglie hanno grande
sviluppo, lunghe in media 70-80 cm e larghe 40-50 cm, ricche di resine.
La costola della foglia e le nervature sono piuttosto pronunciate, con
tessuto tendente al sostanzioso, e con infiorescenza aperta e corolla
rosea. Il frutto è una capsula contenente circa 3.500 semi.
ZONE DI COLTIVAZIONE
La coltivazione del Kentucky ha raggiunto il massimo intorno
alla metà degli anni '80, quando la produzione ha superato le 12.000
tonnellate; successivamente, per il calo del consumo dei sigari e per la
minore richiesta dell'industria manifatturiera, e per le modifiche
apportate dalla Comunità europea (gruppi varietali e quote massime
garantite), la produzione si è ridotta di circa la metà, mantenendo
comunque una sostanziale stabilità negli ultimi anni.
La produzione del Kentucky costituisce attualmente circa il 5% del
totale dei tabacchi coltivati in Italia. La Campania è la regione dove
si concentra quasi la metà dell'intera produzione del tabacco Kentucky,
soprattutto nella provincia di Benevento (il 45% della produzione
nazionale). Viene coltivato anche in Toscana, Veneto, Lazio e Umbria.
LA SEMINA
Il numero di semi per grammo è 13-14.000 circa. La
semina si effettua in febbraio-marzo, usando 0,20 g di seme per metro
quadrato di semenzaio. Da una superficie di 60 mq di semenzaio si
ottengono piantine sufficienti per un ettaro di coltura. Le cure nel
semenzaio consistono in frequenti irrigazioni, diradamento delle
piantine, diserbo e difesa da parassiti animali e vegetali, soprattutto
dalla muffa blu (peronospora).
IL TERRENO
Il Kentucky predilige terreni profondi, freschi, di medio
impasto, naturalmente fertili e ricchi di sostanza organica. I terreni
troppo sciolti e sabbiosi danno un prodotto di tessuto magro, quelli
troppo argillosi e permeabili all'acqua forniscono tabacchi con tessuto
ordinario e grossolano.
Le concimazioni organiche, eseguite in autunno, non superano i 100
quintali per ettaro. I concimi minerali sono somministrati in primavera,
in quantità orientative intorno ai 150 kg di azoto per ettaro, e
quantità analoghe di anidride fosforica e ossido di potassio.
IL TRAPIANTO
Il trapianto, effettuato con piantine che nel semenzaio hanno
raggiunto l'altezza di 10-15 cm, si effettua tra maggio e giugno, con
distanze di circa 90 x 90 cm. Le normali condizioni di produzione
richiedono una compattezza variabile in media da 10.000 a 12.000 piante
per ettaro, pari a circa 100.000 foglie per ettaro.
LA COLTURA
Il Kentucky richiede operazioni di rincalzatura delle
piante, concimazioni in copertura e irrigazione di soccorso, effettuata
soprattutto durante la fase di maturazione delle foglie, ed eliminazione
delle foglie più basse a contatto col terreno (sbranciolatura).
Viene effettuata cimatura da 14 a 20 foglie utili per la pianta, con
eliminazione del bottone fiorale e delle foglie più alte. Si ottiene un
aumento della superficie fogliare, specie delle foglie apicali, e un
tessuto fogliare più sostanzioso ed elastico. Successivamente si
eliminano i germogli ascellari che si formano (operazione di
scacchiatura), con uno o due trattamenti con prodotti antigermoglianti
di contatto e sistemici.
IL RACCOLTO
La maturazione delle foglie si raggiunge 40-50 giorni dopo la
cimatura, avviene dal basso (foglie basilari) verso
l'alto (foglie mediane e apicali), e comporta uno schiarimento del
colore e la comparsa di macchie giallo-verdastre. La raccolta viene
effettuata in foglie, staccando le foglie dal fusto 2-3 per volta. La
raccolta a piante intere o mista si effettua raramente. Le foglie
raccolte vengono infilzate e portate nei locali di cura.
La resa di prodotto verde, in condizioni normali, varia in media da
1.500 a 2.100 kg per ettaro.
ESSICCAZIONE
I locali per la cura sono dotati di sistemi di "stendaggio"
per le filze di foglie, e di prese d'aria per la regolazione
dell'umidità durante la cura.
Le fasi della cura determinano mutamenti di colore delle foglie e del
loro stato fisico, mediante opportune gradazioni di temperatura
regolabili col fuoco. Si distinguono 4 fasi: ingiallimento,
ammarronamento, essiccazione della lamina fogliare, essiccazione della
costola. Nella fase di ingiallimento le foglie sono poste in locali
chiusi per alcuni giorni a temperatura ambiente, senza fuoco. Nella fase
di ammarronamento, quando il tabacco ha assunto in gran parte il colore
giallo, si accendono i fuochi con legna secca di essenza forte (faggio,
leccio, quercia e simili) ottenendo fumo senza fiamma. La temperature
resta a 28-30 C per un giorno, e portata a 38-40 C in 4-5 giorni,
eliminando dai locali l'umidità che si forma.
Nella fase di essiccamento della lamina fogliare, quando il tabacco è
completamente marrone, la temperatura viene portata a 45-50 C, attivando
i processi di fermentazioni in massa che conferiscono profumo e aroma al
tabacco. Opportuni controlli dell'umidità evitano fenomeni di
surriscaldamento delle foglie che le renderebbero inutilizzabili. Il
fumo in questa fase rende le foglie lucenti e di tessuto compatto.
Nella fase successiva, di essiccamento della costola, della durata di
circa tre giorni, la lamina fogliare diventa vitrea e fragile al tatto:
il fuoco viene spento e si attende che la foglia torni morbida e
pastosa. Il fuoco viene di nuovo acceso per portare gradualmente la
temperatura fino a 50 C e riottenere una lamina di nuovo vitrea.
L'operazione finale, di rinvincidimento, permette col riassorbimento
dell'umidità, di ottenere di nuovo la consistenza pastosa della foglia.
Le operazioni di fuoco e quest'ultima, alternate, portano la costola e
la lamina a un colore marrone uniforme, elastica e morbida.In totale il
processo di cura dura da 15 a 20 giorni, con un consumo di legna di
circa 50 kg per quintale di tabacco verde da curare.
ALLESTIMENTO DEL PRODOTTO
Le foglie curate del Kentucky sono ampie, gommose, lucide di
colore marrone, elastiche e resistenti; l'alto contenuto in nicotina
(3-6%) conferisce gusto e aroma intensi.
Le foglie curate vengono presentate in manocchi, e condizionati
generalmente in ballotti. Nella fase di lavorazione pre-manifatturiera
le foglie sono separate per gradi d'impiego (fascia, ripieno e
trinciati). Il Kentucky per fascia da sigari presenta foglie ben curate
e stagionate, di colore marrone scuro, con tessuto sostanzioso e ricco
di resine, di buona combustibilità.
Il Kentucky è impiegato prevalentemente per il confezionamento dei
sigari Toscani (fascia e ripieno), in misura minore nei trinciati da
pipa e in alcuni tipi di sigarette.
(TORNA A
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MORO
Lunghezza mm. 230
Diametro in pancia mm. 20
Diametro al piede mm. 13
Peso gr 19,5 di tabacco
conf.1 sigaro |
SIGARO: MORO (uscito in
commercio nel 2000)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: UNIFORME
CENERE: GRIGIO PERLA
SAPORE: ECCELLENTE
AROMA: RICCO
FORZA: INTENSA
PERSISTENZA: RIMANE NELLA MEMORIA
NOTE: Rimane difficile giudicare prodotti che raggiungono
l'eccellenza come il Moro, si rischia di dire soltanto banalità.
Uscito in commercio 2000 rimane ancora più difficile immaginarsi
qualcosa di meglio. Un ringraziamento all'E.T.I. che è riuscita
a darci un prodotto di assoluto livello mondiale, non teme
confronti. Il suo diametro alle punte e in pancia lo rendo
armonioso, come le forme di una bella donna. |
SIGARO: MILLENNIUM
(uscito in commercio nel 1999)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: ASS.UNIFORME
CENERE: GRIGIO PERLA
SAPORE: ECCELLENTE
AROMA: RICCO INTENSO
FORZA: CORRETTA
PERSISTENZA: MOLTO PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione assolutamente uniforme, cenere
compatta, da fumare rigorosamente intero, da riservare alle
occasioni speciali. Riesce a sprigionare morbidezza e aroma che
sono splendidamente uniti al grande corpo del sigaro. Grande
sensazione di pienezza "l'ultimo desiderio del condannato
morte", considerando la rarità.
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SIGARO:
SELECTED (uscito in commercio nel 1998)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: UNIFORME
CENERE: GRIGIO ACCIAIO S
APORE: TIPICO
AROMA: INTENSO
FORZA: ACRE ACCENTUATA
PERSISTENZA: MOLTO PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione uniforme ha una forza di fuoco in
bocca troppo accentuata se fumato ammezzato. Se tirato in modo
avido e frenetico ha dei picchi amarognoli che si vanno man mano
attenuando. Se umidificato ritroviamo grande morbidezza che ci
si attende leggermente piccante alla lingua.
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TOSCANO ORIGINALE
Lunghezza mm. 158
Larghezza 39 inch.
Conf. 2 sigari
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SIGARO: ORIGINALE (uscito
in commercio nel 1985)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: ASS.UNIFORME
CENERE: GRIGIO PERLA
SAPORE: ECCELLENTE
AROMA: RICCO INTENSO
FORZA: CORRETTA
PERSISTENZA: MOLTO PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione assolutamente uniforme, grande
quantità di fumo in bocca assai morbido. Se abbiamo la fortuna
di avere diametri più grandi è fantastico. Rapporto qualità
prezzo stupefacente. |
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TOSCANO
ANTICA RISERVA
Lunghezza mm. 158
Larghezza 38 inch.
Conf. 2 sigari |
SIGARO: ANTICA RISERVA
(uscito in commercio nel 1992)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: ASSAI UNIFORME
CENERE: GRIGIO ACCIAIO
SAPORE: ECCELLENTE
AROMA: PIACEVOLE INTENSO
FORZA: CORRETTA
PERSISTENZA: ABBASTANZA PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione assolutamente uniforme, è il primo
sigaro della gamma arrotolato a macchina. La sua caratteristica
risiede nel grande equilibrio e nella facilità di tiraggio: è
praticamente infallibile. Da consigliare a chi è scettico sul
toscano. Racchiude morbidezza quantità di fumo e affidabilità.
E' sicuramente il sigaro per avvicinarsi all'affascinante mondo
dei toscani. |
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ANTICO TOSCANO
Lunghezza mm. 158
Larghezza 38 inch.
Conf. 5 sigari |
SIGARO: ANTICO TOSCANO
(uscito in commercio nel 1973)
TIRAGGIO: CON RESISTENZA
COMBUSTIONE: BUONA
CENERE: GRIGIO ACCIAIO
SAPORE: SAPORI PICCANTI
AROMA: RICCO INTENSO
FORZA: PRONUNCIATO RESISTENTE
PERSISTENZA: MOLTO PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione abbastanza uniforme è il toscano per
eccellenza. Di grande forza e impatto con aromi molto
pronunciati e una certa resistenza al tiraggio è sicuramente il
più difficile dei toscani. Solo per fumatori esperti, richiama
il profumo di tabacco lavorato, conserva la tipicità del
prodotto tradizionale. |
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TOSCANI EXTRA VECCHI
Lunghezza mm. 150
Larghezza 36 inch.
Conf. 5 sigari
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SIGARO: EXTRA VECCHIO
(uscito in commercio nel 1953)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: BUONA
CENERE: GRIGIO SCURA
SAPORE: UNIFORME
AROMA: INTENSO
FORZA: PRONUNCIATO RESISTENTE
PERSISTENZA: MOLTO PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione non sempre uniforme, cenere
farinosa, il primo sigaro della gamma con fascia di provenienza
italiana. La sua composizione, gli conferisce un gusto molto
intenso non spigoloso, particolare; la sua fermentazione e
maturazione, conferiscono al sigaro corpo e persistenza. Ha un
rapporto qualità prezzo favoloso, peccato che man mano che
scendiamo di prezzo diminuiscano i diametri del sigaro. Saremmo
curiosi di provare un giorno un toscano arrotolato a mano con
fascia di provenienza italiana. |
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AMMEZZATI GARIBALDI
Lunghezza mm. 75
Larghezza 36 inch.
Conf. 5 sigari |
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TOSCANO GARIBALDI
Lunghezza mm. 150
Larghezza 36 inch.
Conf. 5 sigari |
SIGARO: GARIBALDI (uscito
in commercio nel 1982)
TIRAGGIO: CORRETTO
COMBUSTIONE: BUONO
CENERE: GRIGIO SCURA
SAPORE: AROMATICO
AROMA: PIACEVOLE
FORZA: ROTONDA
PERSISTENZA: ABBASTANZA PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione abbastanza regolare, fascia italiana
con trinciati "sanniti". Un toscano originalissimo "mitigato"dai
sapori morbidi. Un sigaro per tutte le ore. La sua composizione
si deve, come leggenda recita, allo scrittore recentemente
scomparso Mario Soldati. In assoluto è il sigaro del passaggio
del fumatore dalla sigaretta al sigaro, facile da fumare.
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TOSCANO
Lunghezza mm. 150
Larghezza 36 inch.
Conf. 5 sigari |
SIGARO: TOSCANI (uscito in
commercio nel 1930)
TIRAGGIO: ABBASTANZA CORRETTO
COMBUSTIONE: IRREGOLARE
CENERE: GRIGIO SCURA
SAPORE: TABACCO MATURO
AROMA: INTENSO
FORZA: PRONUNCIATO
PERSISTENZA: PERSISTENTE
NOTE: Anello di combustione spesso irregolare, ha un aroma
intenso con impatto deciso dai sapori di essenze di legno secco.
Sigaro tutto italiano. Un prodotto del genere meriterebbe più
cure e attenzioni. Spesso si trovano fasce brunite con riflessi
oro fantastiche con delle nervature accentuate. Trinciato del
ripieno avvolte difforme. |
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SENESI
Lunghezza mm. 80
Larghezza 35 inch
Conf. 5 sigari |
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TOSCANELLO SPECIAL
Lunghezza mm. 75
Larghezza 36 inch.
Conf. 5 sigari |
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TOSCANELLI
Lunghezza mm. 75
Larghezza 36 inch.
Conf. 5 sigari |
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TOSCANELLI
Aroma Anice
Lunghezza mm. 77
Larghezza 38 inch.
Conf. 5 sigari |
(TORNA A
CAPO DELLA PAGINA)

Sigaro Toscano : Istruzioni per l'uso
Sigaro toscano...
Istruzioni per l'uso...
Come si conserva...
Alcune attenzioni, comunque, che gli appassionati possono
seguire per conservare meglio i Sigari sono:
- conservare i sigari in contenitori come ad es. la scatola
ellittica dell’Antico Toscano o la cassetta di legno del Toscano
Originale; evitando comunque, contenitori che abbiano
particolari odori
- non collocare i contenitori dei sigari in locali tipo cucine,
cantine, soffitte; luoghi dove si possono verificare forti
sbalzi di temperatura e umidità o dove possono essere presenti
particolari profumi o odori.
Eccessi di umidità del sigaro possono
essere valutati con un semplice esame obiettivo: premendolo tra
il dito pollice e indice non si deve avvertire la sensazione del
soffice, bensì si deve avvertire una certa elasticità nella
fasciatura. Un danno irreparabile è causato dalla muffa che può
manifestarsi nella fascia e rende il sigaro infumabile.
Eccessi di essiccazione, invece, rendono il sigaro fragilissimo,
con rischi di facili rotture, anche nell’eventuale taglio, e
possibili scollature della fascia, quindi infumabile. Questi
sono i danni più frequenti derivati da una cattiva conservazione
del prodotto, ma non dimentichiamo che i toscani sono sigari
molto resistenti se conservati opportunamente: li abbiamo fumati
anche dopo venti anni senza avvertire problemi di tiraggio,
gusto, aroma e combustibilità; quando, naturalmente, nel tempo
sono stati rispettati gli equilibri di umidità, temperatura e
luce. |
Come
si accende...
Prima dell’accensione: generalmente si ha l’abitudine di dare
una attenta occhiata prima di accendere il Sigaro Toscano, ed è
una ottima idea! La soddisfazione infatti si comincia ad
avvertire ancora prima di fumare, osservando il sigaro, cercando
di capirne i pregi e gli eventuali difetti. Con un leggero tasto
si può capire se è secco oppure umido, chiaro o scuro, se la
punta o la pancia sono calibrate come vorremmo. Insomma ancora
prima di accenderlo lo abbiamo già pregustato!
Accensione: ognuno di noi, per praticità,
tiene a portata di mano un accendisigari a gas anche se non
sarebbe l’ideale. Da escludere assolutamente quelli a benzina, i
fiammiferi a cera e tutto ciò che può dare al sigaro un cattivo
gusto. L’ideale sarebbe la fiamma d’alcool, sostituibile più
agevolmente dai tradizionali fiammiferi di legno. Lasciare
comunque evaporare lo zolfo prima di accendere il sigaro.
Una buona accensione è determinante. E'
importante che la combustione sia estesa su tutta la parte del
sigaro, o del mezzo sigaro, che si accende. Si consiglia di
tirare leggermente, girandolo lentamente, in maniera che la
fiamma possa essere distribuita equamente. Se il tiraggio è
buono ed abbiamo effettuato una buona accensione, il sigaro si
consumerà lentamente con il bulbo del fuoco (fornello) a “cono”.
Per una questione estetica la cenere non va mai scossa. Se
durante una accensione si presenta il bulbo a forma di imbuto
rovesciato, va subito corretta con la fiamma di accensione:
eviteremo una delusione nella fumata. Può capitare che il sigaro
abbia una cattiva combustione, i motivi possono essere:
cattivo tiraggio, punte troppo strette, rottura fascia, foro
sulla fascia, scollatura della fascia…
Purtroppo a questi eventuali difetti non ci sono rimedi: sono i
rischi che un prodotto confezionato manualmente può presentare.
Riaccensione: spesso il sigaro si spegne.
Riaccenderlo prima che si raffreddi, rigirandolo sulla fiamma,
tirando lentamente e lasciandolo riprendere naturalmente come se
continuasse la sua combustione da dove si era interrotta. In
questa maniera eviteremo che il sigaro prenda un gusto amaro e
sgradevole. |
Taglio del
sigaro...
Nel caso si voglia tagliare a metà il sigaro, dobbiamo tenere
conto di alcuni semplici accorgimenti. Per evitare facili
rotture in prossimità del taglio è consigliabile inumidirlo
bagnando leggermente la fascia. Alcuni appassionati usano la
saliva, altri l’acqua, alcuni il vino, la grappa o il cognac.
L’importante è renderlo meno fragile per avere la possibilità di
un taglio netto e deciso. I tagliasigari più indicati sono
quelli che al momento del taglio avvolgono il sigaro
completamente in tutta la sua circonferenza, evitando così
possibili rotture o scollamento della fascia. Anche se non
abbiamo simpatia per il cellofan, il sigaro può essere tagliato
anche prima di sfasciarlo dallo stesso cellofan, la pellicola
contribuirà ad evitare rotture. Conosciamo alcuni fumatori che
spezzano il sigaro con le mani; in questo modo però, si
procurano certamente rotture, in particolare nel Toscano
Originale che avendo il ripieno lungo è il più esposto a danni
irreparabili. |
Cattivo tiraggio...
I motivi di un cattivo tiraggio possono essere molti. E’
naturalmente il peggiore difetto che può avere un sigaro perché
difficile, e a volte impossibile, da rimediare. Può essere
causato dal fatto che il ripieno è troppo pressato o ha le punte
piccole; da fori o rotture nella fascia o da scollature. In
alcuni casi si può rimediare. Se riteniamo che la punta sia
troppo compressa si può provare a tagliarne una piccola parte
(non più di 1 cm), oppure si può provare a forare il sigaro con
un ago nel centro della eventuale strozzatura, per consentire un
passaggio più agevole dell’aria e quindi avere un migliore
tiraggio. Un piccolo foro in prossimità della punta può essere
tappato con un dito mentre fumiamo. Se il buco si presenta
vicino al punto di accensione, possiamo tagliare il sigaro
proprio in quel punto. Le scollature pur essendo difficili da
riparare spesso si possono rimediare bagnando leggermente la
parte scollata, evitando sempre di strapparla.
Tutte le operazioni sopra desritte rappresentano solo alcuni
esempi dei rimedi ai quali spesso si ricorre |
(TORNA A
CAPO DELLA PAGINA)
LE FASI DI
LAVORAZIONE DEL SIGARO TOSCANO
1.a FASE DI LAVORAZIONE

Apprestamento:
apertura scatole di tabacco Kentucky, selezionato per interno e per
fascia, proveniente rispettivamente dalle agenzie di coltivazioni o
dagli USA ed introduzione dello stesso in gabbie di ferro
Bagnamento:
immersione di tutte le gabbie in vasche di acqua demineralizzata.
Questa operazione è necessaria per rendere il tabacco per fascia
elastico in maniera da evitare rotture nella lavorazione; mentre
consente al tabacco per interno la successiva fermentazione.
Scostolatura:
eliminazione del costolo centrale dalla foglia di tabacco per fascia
e separazione del lembo destro da quello sinistro.
2a FASE DI LAVORAZIONE

Fermentazione:
Il tabacco per interno dopo il bagnamento viene posto in cassoni,
detti "marnoni", dove subisce la fermentazione, che si innesca
naturalmente con sviluppo di calore e ammoniaca.
Ciò provoca trasformazioni intime della materia che portano al gusto
inconfondibile del Sigaro Toscano (appunto sigaro fermentato).
Per meglio comprendere ciò che avviene con questa fenomeno, esso può
essere paragonato (senza analogia chimico-biologiche) alla fase di
tostatura del caffè.
3a FASE DI LAVORAZIONE
Prosciugamento-battitura-vagliatura:
il tabacco per ripieno dopo la fermentazione viene prosciugato,
spezzettato (fase della battitura) e tagliato a seconda del tipo di
sigaro che si vuole ottenere:
sigari a mano - pezzatura lunga, sigaro TAR - pezzatura media, sigaro
EXV e AT - pezzatura piccola.
4a FASE DI LAVORAZIONE

Deposito foglia preparata:
Il tabacco pronto per la lavorazione (l'interno proveniente dalla
battitura e la fascia dalla scostolatura) viene depositato in un
apposito locale, dove i laboratori di confezionamento sigari si
approvvigionano della materia a seconda delle loro necessità.
5a FASE DI LAVORAZIONE

Confezionamento:
E' la fase di vera e propria realizzazione del sigaro che può essere
confezionato sia a mano che a macchina.
Consiste nell'avvolgimento a spirale della fascia sul ripieno, fermata
con apposita colla alimentare.
I sigari così prodotti vengono sistemati, dopo accurato controllo, su
appositi "telaini".
6a FASE DI LAVORAZIONE

Essiccazione - primo condizionamento:
I sigari provenienti dai laboratori di confezionamento vengono
essiccati, per un certo periodo di tempo in apposite celle.
Qui anche la fascia inizia a fermentare.
Raggiunta l'umidità richiesta, i sigari vengono anellati (per ciascuna
qualità con la rispettiva fascetta) e cellofanati.
7a FASE DI LAVORAZIONE

Maturazione - secondo condizionamento:
I sigari anellati e cellofanati, vengono sistemati in appositi "sacconi"
e posti in celle di maturazione per un lungo periodo.
I locali hanno particolari condizioni di temperatura, umidità e luce; e
si possono paragonare (con tutte le cautele) ad una prestigiosa cantina
di una azienda vinicola.
In questo periodo i sigari raggiungono la piena maturità, assumendo quel
gusto e quell'aroma inconfondibili.
Al termine della maturazione i sigari sono pronti per la vendita e
vengono quindi condizionati in astucci da due o cinque pezzi, in bussoli
di cartone da 40 pezzi, in bussoli in radica o , come per il Moro, in
prestigiosi astucci in legno.

(TORNA A
CAPO DELLA PAGINA)
I FAMOSI SIGARI CUBANI COHIBA
Cohiba è una delle
marche di sigari cubani più recente, ed è la prima nata
sotto il Governo di Fidel Castro.
È considerata da Habanos,
la società che produce e distribuisce i sigari cubani,
come la marca di punta di tutta la produzione, sebbene
questo titolo non sia effettivamente riconosciuto dagli
appassionati.
Certamente si sa che i
tabacchi utilizzati sono invecchiati in media un anno in
più degli altri. Ciò influisce sul prezzo visto che a
parità di vitola, ovvero di tipo di sigaro,
costano nettamente più di altri sigari di marche
pregiate. Il nome Cohiba risale alla antica
denominazione degli indiani della piante di tabacco, ed
inizia la commercializzazione di sigari nel 1967 nella
fabbrica di 'El Laguito' situata a La Habana, ma la sua
produzione è scarsa perché produce sigari destinati, per
volere di Fidel Castro, ad essere regalati a capi di
Stato e diplomatici stranieri. La vera svolta avviene
nel 1982 quando la marca viene lanciata nel mercato
spagnolo (il numero uno dopo l'embargo degli USA).
Col passare del tempo, la
produzione di Cohiba è nettamente aumentata tanto che
oggi esistono ben 11 tipi di sigari in commercio (oltre
alle numerose edizioni limitate), i quali sono:
-
Esplendido
(vitola Julieta n.2 - Lunghezza 178mm,
Diametro 18,65mm);
-
Lanceros (vitola
Laguito n.1 - Lunghezza 192mm, Diametro
15,08mm);
-
Coronas
Especiales (vitola Laguito n.2 -
Lunghezza 152mm, Diametro 15,08mm);
-
Robusto (vitola Robusto - Lunghezza
124mm, Diametro 19,84mm);
-
Exquisito (vitola Seoane - Lunghezza
126mm, Diametro 13,10mm);
-
Siglo I (vitola Perla - Lunghezza
102mm, Diametro 15,87mm);
-
Siglo II (vitola Mareva - Lunghezza
129mm, Diametro 16,67mm);
-
Siglo
III (vitola Corona Grande - Lunghezza
155mm, Diametro 16,67mm);
-
Siglo IV (vitola Corona Gorda -
Lunghezza 143mm, Diametro 18,26mm);
-
Siglo V
(vitola Dalia - Lunghezza 170mm, Diametro
17,07mm);
-
Siglo VI
(vitola Canonazo - Lunghezza 150mm,
Diametro 20,64mm);
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(TORNA A
CAPO DELLA PAGINA)
COME CONTROLLARE SE UN SIGARO
COHIBA E VERO O FALSO !?
Questi sigari hanno un
prezzo altissimo costano dai 10 ai 30 euro cadauno.
Analizziamo in questo
esperimento i COHIBA ESPLENDIDOS , la miglior qualità di sigari Cohiba,
La prima cosa che si puo
notare come si vede nella foto e il bollino, ovviamente quello a
sinistra e ORIGINALE !!!.

La scrittura in ottone
sollevata, su colore profondo in rilievo, mentre il falso ha un colore
lavato,inoltre la scritta Habana , Cuba negli originali e piu piccola .
Ma purtroppo la vera prova
oltre il bollino per valutare se un Cohiba e originale o no e purtroppo
aprirlo !!!

Si nota la differenza gli
originali si notano le foglie intere , mentre in quello falso spezzoni
di tabacco , a volte usano anche le foglie di Banano , invece che quelle
di tabacco.
Inoltre i Cohiba hanno un
color scuro quasi cioccolato , mentre i falsi sono piu chiari.
 
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